VOGLIO ESSERE LIBERO?

In questo periodo la parola libertà è molto discussa ed ha varie interpretazioni, come potrebbe non essere cosi?

Ognuno di noi ha esperienze, ricordi , vissuti e prospettive diverse, quindi a seconda di chi siamo ora e di quello che vogliamo essere interpretiamo la realtà.

Ma questa interpretazione è reale?

Sono io che la interpreto così o è il pensiero di qualcun’altro?

Io chi sono? Qual’è la mia vera natura? Dove voglio andare?

Anche io come molti di voi in questo periodo sto riflettendo molto e sto cercando di capire se ciò che ho portato nel mondo ero io o una rappresentazione di me….una delle tante che ognuno di noi può assumere a seconda del luogo o del momento in cui sono.

Chiaramente il mio pensiero è andato allo yoga e a quanto per me è stato importante, tanto da portarmi a cambiamenti davvero drastici nella mia vita…drastici ma consapevoli, voluti e intenzionali.

Vorrei paragonare la nostra linea della vita alla linea per eccellenza che attraversa il nostro corpo, la colonna vertebrale.

La colonna vertebrale rappresenta quest’asse centrale del nostro corpo, che dal punto di vista fisico presenta delle curve, mentre dal punto di vista simbolico è dritta. Questa asse centrale nella simbologia è un canale, è un contenitore della Nadi principale, Sushumnanadi. Questo canale trasporta una specifica tipologia di Prana, il Kundalini, rappresentata simbolicamente da un serpente che dorme alla base della colonna, ed è nella sua forma potenziale, tutto attorcigliato. Tutto quello che noi facciamo, ogni nostra azione sulla colonna attiva questa forma di Prana, che è il nostro sostegno. Ogni azione che noi facciamo sulla colonna, ha l’obiettivo di far risalire questa qualità di Prana, questa potenza che giace dento di noi.

Quando la Kundali si attiva nella sua forma massima, si perde la curva , la sinuosità e come un razzo dalla base arriva al centro della testa.

Nella prospettiva della realizzazione, cioè di vivere la nostra vita a pieno, consapevoli, liberi e partecipi, bisognerebbe mantenere questa condizione, è possibile? Cosa ce lo impedisce? Cosa fa la differenza? Cosa ci impedisce di arrivare fino alla cima?

Fa la differenza fare esperienza, perchè si accede a una forma del nostro essere, del nostro vissuto molto diversa, perciò poi non si è più disposti a tornare indietro oppure mi fa paura. Ma io sono disposto a trovare e a fare questa esperienza?

La simbologia dello yoga vede questo asse centrale come una montagna…MERU , che poi è il nostro tronco. Quindi nella posizione in cui sono immagino la montagna dove c’è la base, un asse centrale e un vertice che è la sommità di Meru.

Questo secondo lo yoga rappresenta la condizione umana, cioè alla base di questa montagna c’è la condizione umana che è nella forma manifesta e c’è la rappresentazione del PASCIU che simbolicamente è di forte impatto.

Perchè è di forte impatto? Chi è il PASCIU?o meglio cos’è il pasciu?

Il Pasciu è un guinzaglio, un giogo, quello delle capre, che mi obbliga a rimanere fermo e a guardare in basso soltanto. Obbligo una struttura che per natura ci rende liberi di portare lo sguardo in qualsiasi direzione, con il giogo questo non è possibile, perchè il mio sguardo sarà obbligato a guardare verso il basso e seguire tutto il gregge.

Sarò io che nel momento in cui decido di togliermi il giogo, sentirò un inizio di libertà; all’inizio potrei sentire un risentimento e potrei anche avere paura e potrei anche non avere il coraggio di andare oltre. Ma è proprio qui che entra in gioco l’elemento coraggio, ho il coraggio di affrontare la noia?Ho il coraggio di affrontare cosa mi aspetta? Ci voglio entrare dentro, ho voglia di scavare? O vado a riprendermi il guinzaglio e me lo rimetto?

Oppure guardo la sommità della montagna, di Meru, perchè mi sono tolto il collare e decido di andare dritto sulla cima, decido la via più pericolosa che è quella di guardare in alto e puntare dritto alla cima galoppando.

Potrebbe succedere di cadere, di rinunciare, quello è un rischio che chi fa Hatha Yoga corre…quello è un rischio che chi vive ha.

Lungo quest’asse dove scorre questa forza, la struttura pranica di base , non è uguale alla struttura pranica del vertice, perchè il vertice è la rielaborazione, la trasformazione di quello che c’era alla base. Chiaramente non posso lavorare sul vertice se prima non ho lavorato sulla base. Altrimenti non arriva nulla, nessun cambiamento, nessuna idea. arrivano solo quello che nello yoga io chiamo illusioni….i Veli di maya di Shopenauer.

Questi veli sono inquinamento puro perchè mi fanno essere quello che non sono; quindi la prospettiva di realizzazione sarà improntata su una base scorretta, non reale, finta. Io cercherò di realizzarmi ma non ci riuscirò mai, perchè non ho presente chi sono, sono convinto di essere una cosa ma in realtà ne sono un altra.

Coltivo la mia base, coltivo la mia libertà, mi tolgo il giogo e creo la base di risalita…..creo la base verso la liberazione.

Ogni esperienza vissuta lasciate che sia di aiuto al passaggio successivo, ogni caduta lasciate che sia un cuscino per la caduta successiva, ogni emozione ogni intenzione ogni idea lasciate che vengano coltivate da voi stessi da ciò che giorno dopo giorno siete;

Ogni nostra azione, ogni nostro respiro è nutrimento per ciò che viene dopo, è nutrimento per la nostra vita….una vita fatta per essere liberati e non soggiogati da un giogo.

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