PADAKRIYA: LO YOGA E L’ARTE DELLA CORSA

I nostri piedi ci sostengono e ci danno la possibilità di muoverci.

Sono le nostre radici.

Nello yoga ci sono degli esercizi che si occupano solo dei piedi proprio perchè mantenerli vitali è fondamentale perchè ogni tensione che noi portiamo nei piedi poi va a risuonare in tutto il corpo, creando usure e posture spesso scorrette.

Ma i Padakriya, esercizi purificatori sui piedi, non solo mi aiutano a togliere o allentare le tensioni nei piedi ma fanno molto di più.

Vediamo insieme cosa sono e a cosa servono.

Per eseguire questo esercizio devo stare in ginocchio, quindi verifico che la base di appoggio sia stabile. Se mi fanno male le ginocchia per un eccesso di tensione vuol dire che non ho spazio nel cavo pupliteo ( dietro al ginocchio) quindi posso mettere in quella zona un cuscino immondo che la base di appoggio sia stabile e che l’esercizio non venga tenuto dall’alto orlando tensione a spalle e schiena.

E’ molto importante che l’articolazione del ginocchio trovi spazio, perchè se non lo trova va in conflitto.

Altro aspetto che potrebbe essere problematico è il dorso del piede, in particolare la forma dell’osso del piede. La forma dell’osso del piede cambia in base alla resistenza dei muscoli del piede; ciò vuol dire che l’osso cambia forma perchè è agganciato al muscolo. Quindi è chiaro che se io ho troppa forza in una parte del mio corpo, troppa resistenza, succede che il muscolo cambia la forma dell’osso, perchè l’osso non è rigido ma elastico vede è un tessuto.

Ne è un esempio l’alluce Valgo, che dipende dalla troppa forza che metto nelle catene davanti. Per chi comunque è predisposto, la corsa può accentuare questa tensione, ma dipende molto da dove corro, come corro e con che scarpe. Yogicamente parlando, un mal atteggiamento nella corsa dipende molto da un mio atteggiamento mentale, come decido di essere. Se sono in una modalità neutra di rilascio, non vado ad attivare catene che non fanno parte della mia natura , che non mi servono.

La corsa mi porta molto ad attivare le catene anteriori, difatti l’alluce valgo non è altro che un eccesso di forza che io ho nelle catene del piede e che mi portano fuori asse l’osso.

Spesso succede che ho anche le caviglie bloccate, perciò difficilmente riesco a stare nella posizione in ginocchio ( vajrasana) con un appoggio del peso sopra e quindi questa posizione va abilitata come vanno abilitati i piedi.

Il padakriya è formidabile per riportarci in questa condizione, ma per chi non è abituato potrebbe sentirlo anche molto doloroso perchè il piede è una di quelle parti del corpo che spesso usiamo chiuso e non in libertà e ciò non ci permette di scaricare completamente il corpo verso terra. Quindi è molto importante utilizzare la scarpa giusta per il proprio piede e che gli dia di la possibilità di avere libertà di movimento sulle dita.

Quindi il piede va riabilitato alla vitalità e al movimento.

E qui comprendiamo quello che ho scritto sopra, che spesso molte problematiche del corpo derivano dal fatto che non ho un appoggio a terra e allora devo cercare una compensazione nel corpo.

Ora descrivo il movimento e la posizione, ma poi se volete vedere il movimento in video potete farlo sempre qui sul blog nella sezione video sotto i titolo di Padakriya, dove ne mostro uno dei tanti ( https://www.youtube.com/channel/UC1ntSZ3YuM7zkYuTlUpY0EA)

Ginocchia leggermente divaricate, i piedi sono rovesciati a terra con gli alluci uniti, il tallone è libero. Già in questa posizione se mi porto in carico sedendomi sui talloni, allungo bene i mignoli, sento allungamento ma spesso anche dolore, perchè è una posizione che il piede non è capace di fare. E’ tanto doloroso all’inizio quanto piacevole quando poi mi abituo.

Faremo il movimento in modo ritmico.

Quindi prima mi siedo sul collo del piede allungato, poi scarico in quadrupedia e poi carico sedendomi sui talloni dei piedi rigirati e scarico di nuovo in quadrupedia. Scarico inspirando e carico espirando…e così via.

Se il piede è bloccato e ci metto un azione cosa succede? Parte il crampo.

Se il piede non è più capace di muoversi è perchè è in una resistenza.

Cos’è il crampo? E’ l’incapacità del muscolo di rilasciarsi. Infatti la salute del muscolo si determina da quanto riesce a rilasciarsi completamente per poi contrarsi. Arriva al massimo della contrazione e poi è capace di rilasciarsi. Più il muscolo riesce a rilasciarsi, più riesce a contrarsi; mentre invece quando io ho il crampo mi accorgo che ho portato un azione su quel muscolo che però non riesce a lasciar andare.

Da cosa dipende l’incapacità di lasciar andare?

Per far si che un muscolo si contragga e si rilasci dipende anche da un equilibrio di sostanze che ci sono nel nostro organismo, i sali minerali per esempio , tutto deve essere bene equilibrato. Anche il magnesio è un miorilassante, quindi se io ho i muscoli tesi e faccio un ciclo di magnesio, piano piano i miei muscoli riescono a rilasciarsi, mi metto nella condizione di essere capace di attivarmi quando serve e di rilasciarmi quando non serve.

Provare per credere!

Padakriya oltre a farci prendere coscienza delle nostre estremità inferiori, aiuta a sciogliere e rimuovere i blocchi tanto fisici che psichici che sono presenti, risultando utilissimo per preparare il corpo ad innumerevoli altre posizioni. Quando pratico Padakryia non devo essere rigido, devo prendere coscienza di tutto lo schema corporeo e poi cerchiamo di imprimere dentro noi stessi questa immagine del nostro schema corporeo per poterla confrontare con lo schema corporeo al termine della sequenza.

Sento che più lo eseguo più anche il respiro prende un ritmo e su questo ritmo andremo a costruire il nostro kyria.

Terminata la nostra sequenza ( dovrò farne almeno 12) mi porto in balzana, in posizione di scarico( la posizione accovacciata).

Sento che oltre ad aver riportato presenza alle estremità dei piedi questo è un modo efficace per lasciar andare molte tensioni anche da un punto di vista mentale. Conservo tutto quello di cui ho fatto esperienza e lo mantengo nella mia memoria percettiva.

Bene provate prima o dopo la corsa questo esercizio….o approfittate di questo momento particolare per prendervi cura dei vostri piedi e provate a farlo tutti i giorni …e perchè no magari unirlo a una piccola sequenza di yoga, potrebbe stupirvi l’effetto che potrebbe avere sul vostro corpo ma soprattutto sulla vostra mente.

A presto.

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