SII IL TUO CAMBIAMENTO

“ Quando sei ispirato da grandi motivazioni e progetti straordinari la tua mente trascende i limiti, la tua coscienza si espande in ogni direzione e tu ti trovi in un nuovo grande e fantastico universo.
Forze dormienti, facoltà e talenti si risvegliano e tu scopri te stesso come una persona ben più grande di ogi immaginazione.”

– Pantanjali –

Nel mio percorso per diventare istruttrice di fitness musicale ho cercato di utilizzare il mio corpo con consapevolezza ed ho provato a trasmettere questa mia consapevolezza agli altri.
Ho cercato di approfondire la mia conoscenza sulla fisiologia del corpo, i muscoli e le modalità per tenerli attivi e renderli più forti.

Negli anni ho cercato di rendere queste mie conoscenze sempre più consapevoli e trasmetterle a chi avevo in classe con varie metodologie.

Una delle metodologie che utilizzo nelle mie lezioni di fitness musicale è il non utilizzo dello specchio, lascio che io sia lo specchio delle persone e soprattutto lascio che siano le sensazioni delle persone ad essere il loro specchio.

Ogni volta che un nuovo allievo si avvicinava a questo metodo era immediato il disappunto:” Ma io devo vedermi allo specchio per capire se faccio il movimento giusto o sbagliato”.
La mia risposta era pressochè identica e puntuale per tutti: “ Il movimento devi sentirlo e percepirlo e così pure l’eventuale errore, se tu percepisci l’errore sul tuo corpo per te sarà più facile interiorizzarlo piuttosto che visualizzarlo allo specchio….a meno che tu non trascorri ogni tua giornata con uno specchio che ti raffiguri”.

A questo punto ho provato ad andare a fondo di questa mia risposta e mi sono resa conto che comunque era consapevolezza corporea che veniva acquisita ma era anche consapevolezza mentale?

E ho iniziato a chiedermi:
“ Come posso avere una consapevolezza mentale del mio corpo?”
“ Lo sento veramente o sono solo anni di allenamento e di studio che me lo fanno sentire?”
“ Utilizzo il respiro nella maniera corretta?”
“ Come posso utilizzare appieno ogni mia risorsa?”

Da queste mie domande è nato il mio avvicinarsi allo Yoga.

E’ iniziato in me questo nuovo modo di conoscere me stessa, ma soprattutto questo nuovo modo di far conoscere alla mia mente il movimento e un nuovo modo di utilizzare il respiro.

Siamo noi attraverso il corpo, attraverso la mente, attraverso l’allenamento e il respiro a tutelare e rendere vitale questo nostro corpo.

Da quando sono istruttrice di fitness musicale ho sempre sentito parlare di fasce muscolari rosse e bianche ma le ho sempre associate a tipologie di sport.
Quali fasce mi serve allenare per un determinato sport piuttosto che un altro. Ora sto imparando a leggere in maniera diversa l’utilizzo delle fasce muscolari e ciò ha aperto in me nuovi orizzonti e nuovi modi di concepire il movimento , l’immobilità e la postura.

Un nuovo allenamento come mezzo per ripristinare il ruolo del muscolo per percepirlo sano ed efficiente.

Vediamo la differenza tra muscoli rossi e muscoli bianchi.

I muscoli rossi servono a matenere la statica della postura e sono più adatti alla precisione dei movimenti.
Servono a movimenti limitati in ampiezza e lenti e a mantenere le posture. Hanno molta resistenza.

Per non affaticarli devono lavorare con un numero minore di fibre affinchè possano riposarsi a rotazione.
I muscoli rossi consumano poco ossigeno.

I muscoli bianchi servono a eseguire movimenti rapidi, ampi e limitati nella durata di contrazione.
Hanno poca resistenza e creano movimenti rapidi e poco precisi.
Hanno bisogno di più ossigeno e glucosio.

Lo Yoga utilizza i muscoli rossi, quelli posturali.

Quindi molto importante è la consapevolezza nell’utilizzo di un muscolo piuttosto che un altro per arrivare a poterlo rilasciare al di la degli schemi che abbiamo.

Scopo dello Hathayoga è la consapevolezza corporea attraverso la mente.

Questa consapevolezza possiamo raggiungerla nel momento in cui riusciamo a percepire il nostro corpo, il nostro respiro, la nostra mente, i nostri movimenti non come fatti esterni a noi ma come parte di noi.

Ognuno di noi è influenzato dallo yoga ( poiché come sappiamo lo Yoga è un ideologia) con elementi che solo noi percepiamo, in quanto fanno parte della nostra storia.

La nostra postura, il nostro stare, il nostro essere influenza il nostro pensare e quindi gli stati psichici.

La psiche è irrimediabilmente congiunta al corpo
(Spesso le nostre contratture fisiche sono nostre contratture mentali)

Quindi l’atteggiamento mentale cambia l’atteggiamento posturale.

Dovremo porre la nostra azione mentale alla disponibilità e all’apertura, proprio come fece Matsyendra*( il primo insegnante yoga).

Il primo passo verso un atteggiamento mentale più aperto sarà quello di lasciare al corpo la possibilità di esprimere la perfezione nei movimenti e nel suo equilibrare.
Dobbiamo allenarci a rilasciare le tensioni e lasciare che il corpo si abbandoni per poi costruire.

La consapevolezza corporea viaggia insieme alla consapevolezza mentale. Quindi non dobbiamo far gestire il corpo alla nostra mente ma lasciare che la mente promuova il Kria (il movimento).

Sii leggero ma ben radicato ….sii il tuo cambiamento.

*Un’antica leggenda indiana, narra che su un’isola deserta, mentre il dio Shiva spiegava a sua moglie Parvati, i misteri e le pratiche dello Yoga, un pesce, spintosi fino alla riva, udì

attentamente ogni cosa restando immobile durante l’ascolto.
Shiva, capendo che il pesce era venuto a conoscenza di tutti i segreti dello Yoga, gli spruzzò addosso dell’acqua, nell’intento di scacciarlo, ma immediatamente il pesce acquistò forma umana e si trasformo in Matsyendra (il dio dei pesci). Da allora, Matsyendra, girò l’India dedicandosi alla divulgazione delle tecniche della pratica dello Yoga.

La leggenda di Matsyendra è strettamente legata alla storia delle origini dello Yoga, addirittura si pensa che sia un personaggio realmente esistito e molto probabilmente sia stato il fondatore dell’Hatha Yoga insieme al suo allievo Goraksha.
L’antica tradizione conferisce un’importanza particolare alla figura di questo primo maestro yogin: egli è il depositario e nello stesso tempo messaggero della disciplina dello Yoga. Ricevendo direttamente gli insegnamenti dal dio Shiva, è colui che deve trasmettere fedelmente il cammino di salvezza spirituale che la divinità ha donato agli uomini.

A Matsyendra è particolarmente connessa una delle più diffuse asana, descritta nello Hatha Yoga Pradipika (testo del XIV secolo): la Matsyendrasana, ovvero la posizione del pesce.

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo di WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google photo

Stai commentando usando il tuo account Google. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...